L'emittente di certificati guadagna se perdi? Ecco come funziona

A cura di
Team InCertO
Icon
4/11/2026
Icon
3 minuti
Icon
Formazione

Come guadagnano gli emittenti di certificati di investimento, perché la copertura rende quasi indifferente l'andamento del sottostante e perché a una banca un investitore in perdita non conviene.

“Per la gioia degli emittenti.” Capita di leggere commenti così sotto i post dedicati ai certificati andati male. L’idea è intuitiva: se il certificato rimborsa meno, la banca si tiene la differenza. In realtà il meccanismo è diverso, e capirlo aiuta a leggere meglio anche i costi e i rischi di questi strumenti.

01

Perché sembra che l’emittente guadagni se perdi

Prendiamo un certificato con nominale 1.000 euro e barriera al 60%. Se a scadenza il sottostante peggiore ha perso il 50%, il rimborso è di circa 500 euro. Guardando solo questo numero, sembra che la banca abbia risparmiato 500 euro.

Il ragionamento reggerebbe se l’emittente tenesse fermi i soldi raccolti e scommettesse contro chi ha comprato il certificato. Di norma non è così.

02

La copertura: cosa fa l’emittente con il tuo capitale

Un certificato è una combinazione di opzioni. Quando lo emette, la banca costruisce una posizione che replica ciò che dovrà pagare, usando derivati, spesso acquistati da controparti sui mercati OTC, e posizioni sui sottostanti. Quello che risparmia sul rimborso lo perde sulla copertura, e viceversa.

Esempio (cifre semplificate)
  • Sottostante a -50%: l’emittente rimborsa circa 500 euro, ma anche la copertura vale circa 500 euro.
  • Sottostante sopra barriera: l’emittente rimborsa 1.000 euro più i premi, e la copertura vale circa altrettanto.

In entrambi i casi il risultato per la banca è più o meno lo stesso.

La copertura non è mai perfetta e la sua gestione può chiudersi in utile o in perdita, per esempio quando un sottostante si muove molto vicino alla barriera. Si tratta però di un rischio operativo da contenere, non di una posizione presa contro l’investitore.

03

Come guadagna davvero l’emittente

I ricavi arrivano da altre voci, che non dipendono dal fatto che tu guadagni o perda:

  • Margine all’emissione. I costi sono già inclusi nel prezzo del certificato e la banca li incassa all’inizio. Come spiega la guida introduttiva, l’emittente guadagna dall’emissione, non dall’andamento del prodotto.
  • Spread denaro lettera. Il liquidity provider, in genere dello stesso gruppo, guadagna sulla differenza tra bid e ask a ogni scambio, indipendentemente dal sottostante.
  • Raccolta. Un certificato è equiparato a un’obbligazione senior: per il gruppo è anche un modo per finanziarsi.
04

Perché un investitore in perdita non conviene alla banca

Se i ricavi nascono da emissioni e scambi, alla banca serve che gli investitori continuino a comprare. Il capitale che torna con un autocall viene spesso reinvestito in un nuovo certificato, e quindi genera un nuovo margine. Il capitale fermo in un prodotto sotto barriera non genera nulla.

Inoltre chi ha subito una forte perdita spesso smette di comprare, almeno per un po’, oppure passa a un altro emittente: le strutture sono simili e la concorrenza è ampia. Un investitore scottato è, almeno temporaneamente, un cliente perso. È un interesse commerciale, ma è concreto.

05

Dove gli interessi restano diversi

L’emittente non guadagna perché perdi, ma guadagna anche quando perdi: il margine incassato all’emissione non torna indietro. Ci sono poi alcuni punti in cui i suoi interessi non coincidono con i tuoi:

  • Costi. Ogni euro di margine riduce il rendimento potenziale. Il mercato primario, che include i costi di distribuzione, è generalmente più caro.
  • Certificati callable. Il rimborso anticipato è una scelta dell’emittente, fatta secondo le sue valutazioni. Ne parliamo in Meglio certificati autocallable o callable?
  • Liquidità. In fasi di forte tensione gli spread possono allargarsi e il prezzo può essere esposto solo in denaro (bid only).
  • Premi alti. Un premio elevato è quasi sempre il prezzo di un rischio più alto, come nei panieri worst of.

Prima di comprare conviene quindi controllare i costi nel KID, lo spread, il rating del garante e la qualità dei sottostanti. Chi perde su un certificato non ha finanziato il guadagno della banca: quel guadagno era già stato incassato all’emissione.

Articoli simili

Banner Image

Iscriviti alla newsletter InCertO

Resta aggiornato sulle novità pubblicate, sugli eventi, promozioni e comunicazioni commerciali.

Letta l'informativa privacy
Richiesta inviata! Controlla la tua email e clicca il link di conferma per completare l'iscrizione.
Questa email è già iscritta alla newsletter di InCertO.

Iscriviti alla newsletter di InCertO

Resta aggiornato sui nuovi certificati pubblicati, sugli eventi, webinar e comunicazioni commerciali.

Letta l'informativa privacy
Richiesta inviata! Controlla la tua email e clicca il link di conferma per completare l'iscrizione.
Questa email è già iscritta alla newsletter di InCertO.