I 6 Rischi Fondamentali dei Certificati di Investimento

A cura di
Sergio Rijillo
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2/1/2026
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10 Minuti
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Formazione

Investire in certificati di investimento richiede una comprensione approfondita dei rischi coinvolti. Come affermava Walter Wriston: "All of life is the management of risk, not its elimination" (Tutta la vita è gestione del rischio, non la sua eliminazione). Questo articolo analizza i sei rischi principali che caratterizzano i certificati di investimento, fornendo gli strumenti per identificarli, valutarli e gestirli consapevolmente.

Rischi Finanziari: Sistematici vs Specifici

Prima di analizzare i rischi specifici dei certificati, è importante comprendere la distinzione fondamentale tra:

Rischi Sistematici (o di mercato): Originano da situazioni generali relative alle variabili di mercato e interessano ugualmente tutti i titoli dello stesso mercato o settore. Non sono eliminabili attraverso la diversificazione. Esempi: crollo delle borse per pandemia, crisi finanziarie globali.

Rischi Specifici (o non sistematici): Sono legati alle peculiarità dello strumento finanziario o dell'emittente. Possono essere notevolmente ridotti attraverso un'adeguata diversificazione del portafoglio.

I certificati di investimento, essendo strumenti finanziari derivati, sono soggetti a entrambe le tipologie. La buona notizia è che il rischio specifico può essere gestito investendo in più certificati con sottostanti, caratteristiche ed emittenti differenti.

1. Rischio Default Emittente

Il rischio più rilevante per chi investe in certificati. I certificati sono equiparati a obbligazioni senior non garantite e non privilegiate dell'emittente, pertanto in caso di insolvenza dell'emittente non è garantito il rimborso del capitale investito né il pagamento degli eventuali premi o cedole.

Come Valutarlo: Il Rating

Le agenzie di rating (Moody's, Standard & Poor's, Fitch) forniscono un indicatore sintetico del rischio di insolvenza. Più alto è il rating, minore è il rischio di default.

CategoriaMoody'sS&P / FitchSignificatoInvestment Grade AltoAaa, AaAAA, AAQualità massima, rischio minimoInvestment Grade MedioA, BaaA, BBBBuona qualità, rischio moderatoSpeculative GradeBa, BBB, BSpeculativo, rischio elevatoHigh RiskCaa, Ca, CCCC, CC, CAlto rischio, vicino al defaultDefaultDDIn default

Mitigazione: Certificati Collateralizzati

Alcuni emittenti offrono certificati con garanzia collaterale (es. Leonteq con clausola TCM - Triparty Collateral Management). In questo caso, anche in ipotesi di default dell'emittente, il rimborso del capitale è garantito dal collaterale depositato.

Best Practice: Preferire emittenti con rating investment grade (BBB- o superiore) e diversificare tra più emittenti.

2. Rischio Controparte

Gli emittenti si avvalgono di controparti su mercati OTC (Over The Counter) per effettuare le coperture in opzioni necessarie a strutturare il certificato. Se la controparte dovesse risultare insolvente o non adempiere ai propri obblighi contrattuali, potrebbero esserci ripercussioni sui possessori dei certificati.

Questo rischio è generalmente inferiore rispetto al rischio emittente, ma va comunque considerato, specialmente per certificati con strutture complesse che richiedono coperture articolate.

Best Practice: Scegliere emittenti che utilizzano controparti primarie e bilateralmente sicure.

3. Rischio Liquidità

La liquidità indica la capacità di uno strumento di trasformarsi velocemente in denaro contante al minor costo possibile. Nei certificati si distingue tra:

Liquidità Naturale (Primaria)

Dipende dalle caratteristiche contrattuali:

  • Durata residua (minore = maggiore liquidità)
  • Frequenza cedole (maggiore = maggiore liquidità)
  • Profondità trigger coupon (più profondo = maggiore liquidità)

Liquidità Artificiale (Secondaria)

Dipende dalla negoziabilità sul mercato. Borsa Italiana garantisce la presenza costante del Liquidity Provider, che assicura la possibilità di acquistare e vendere i certificati durante gli orari di mercato.

Attenzione: In periodi di stress di mercato o per certificati con bassi volumi, lo spread bid-ask può allargarsi significativamente, rendendo più costosa la vendita.

Best Practice: Verificare volumi di scambio e spread bid-ask prima dell'acquisto. Preferire certificati con buona liquidità secondaria.

4. Rischio di Cambio

Il rischio di cambio si manifesta in due situazioni:

  1. Certificato denominato in valuta estera: es. certificato quotato in USD per investitore italiano
  2. Sottostanti in valuta estera: certificato in EUR ma con sottostanti in USD, GBP, JPY, ecc.

La Soluzione: Opzione Quanto

L'opzione Quanto è un meccanismo di protezione che neutralizza completamente il rischio di cambio valutario. Con questa opzione, conta solo la performance assoluta del sottostante, senza essere influenzata dal rapporto di cambio tra le valute.

Esempio pratico: Un certificato in EUR su S&P 500 (quotato in USD) CON opzione Quanto non risentirà delle oscillazioni EUR/USD. SENZA opzione Quanto, un apprezzamento del dollaro potrebbe favorire (se sottostante sale) o sfavorire (se sottostante scende) l'investitore.

Best Practice: Verificare sempre la presenza dell'opzione Quanto per sottostanti in valuta estera. È fortemente consigliata.

5. Rischio Mercato

I certificati incorporano il rischio che la quotazione del sottostante si muova sfavorevolmente, mettendo a rischio:

  • Il pagamento delle cedole periodiche
  • Il pagamento di bonus a scadenza
  • Il rimborso del capitale investito

La gravità dipende dalla struttura del certificato:

Tipo CertificatoImpatto Ribasso SottostanteProtezioneCapitale ProtettoNessuno sul capitale100%Condizionatamente ProtettoSe sopra barriera: nessuno50-70%Condizionatamente ProtettoSe sotto barriera: proporzionaleCondizionataNon ProtettoProporzionale0%A LevaAmplificato (con knock-out)0% + rischio totale

Nel caso estremo di default del sottostante, il sottoscrittore potrebbe incorrere nella perdita totale del capitale investito.

Best Practice: Scegliere certificati con basket diversificati, monitorare costantemente la distanza dalla barriera, considerare la correlazione tra sottostanti.

6. Rischio Delisting del Titolo

Se un sottostante viene rimosso dalla quotazione in borsa, l'emittente può adottare tre strategie diverse:

Delisting Volontario (meno grave)

Cause: acquisizione da altra società, scelta strategica dell'azienda.

Soluzione emittente: Sostituzione del titolo con altro dello stesso settore con caratteristiche simili. Se certificato su basket, impatto limitato.

Delisting Non Volontario (grave)

Cause: default della società, imposizione autorità di vigilanza.

Possibili soluzioni emittente:

  1. Estinzione anticipata: Certificato rimborsato all'equo valore di mercato (presumibilmente vicino a 0)
  2. Sostituzione sottostante: Nuovo titolo simile con strike "sintetico" che mantiene equivalenza finanziaria
  3. Congelamento: Valore del titolo "congelato" al prezzo di delisting

Eccezioni: Multichance e One Star

Per certificati Multichance (Reload) o One Star (Target One), il delisting di un singolo titolo non impatta negativamente se si verificano le condizioni previste dalla struttura (barriera su altro sottostante o opportunità multiple di autocall).

Best Practice: Preferire basket con titoli solidi, evitare certificati single-name su titoli a bassa capitalizzazione, monitorare notizie sui sottostanti.


Rischio e Rendimento: Il Trade-off Fondamentale

È importante comprendere che un maggiore livello di rischio finanziario indica una maggiore probabilità sia di perdite più elevate che di guadagni più elevati. Il rischio è contemporaneamente un elemento negativo e un'opportunità.

Principio fondamentale: Più è elevato il rischio, maggiore deve essere il rendimento atteso. Uno strumento più remunerativo non è "peggiore", semplicemente richiede:

  • Maggiore capacità di sopportare l'incertezza
  • Monitoraggio più frequente
  • Adeguato livello di cultura finanziaria

Nota Importante sui Diritti dell'Investitore

Il sottoscrittore del certificato non vanta alcun diritto nei confronti della società che emette il titolo azionario sottostante e non può essere considerato un creditore nei suoi confronti. I diritti sono esclusivamente verso l'emittente del certificato.


FAQ - Domande Frequenti sui Rischi

Qual è il rischio più grave tra i sei elencati?

Il rischio default emittente è generalmente il più grave perché può comportare la perdita totale del capitale e delle cedole future, indipendentemente dall'andamento dei sottostanti. Per questo è fondamentale verificare il rating dell'emittente e diversificare tra più emittenti. I certificati collateralizzati mitigano significativamente questo rischio.

Come posso ridurre i rischi senza rinunciare ai certificati?

Strategia di diversificazione: (1) Investire in più certificati con emittenti diversi (riduce rischio emittente), (2) Scegliere basket diversificati (riduce rischio mercato), (3) Preferire certificati con opzione Quanto (elimina rischio cambio), (4) Monitorare rating emittenti periodicamente, (5) Verificare liquidità prima dell'acquisto.

L'opzione Quanto ha dei costi?

L'opzione Quanto ha un costo implicito che si riflette in un rendimento leggermente inferiore o cedole lievemente più basse rispetto a un certificato identico senza protezione dal cambio. Tuttavia, il costo è generalmente contenuto ed è ampiamente giustificato dall'eliminazione completa del rischio valutario, che può essere molto significativo.

Come verifico il rating di un emittente?

Il rating è sempre indicato nel KID e nel Documento Condizioni Definitive del certificato. Puoi anche consultare direttamente i siti delle tre principali agenzie (Moody's, Standard & Poor's, Fitch) o il sito dell'emittente. Verifica sempre il rating di lungo termine (long-term issuer rating) che è il più rilevante per i certificati.

Cosa succede se un sottostante va in default durante la vita del certificato?

Dipende dalla struttura: (1) Se certificato su basket Worst Of, il titolo in default diventa automaticamente il Worst Of al valore 0, compromettendo molto probabilmente il certificato. (2) Se Multichance o One Star, l'impatto può essere nullo se la struttura lo prevede. (3) L'emittente può decidere di chiudere anticipatamente il certificato rimborsando l'equo valore di mercato (probabilmente molto basso).

I certificati sono più rischiosi delle azioni o delle obbligazioni?

Non necessariamente. I certificati a capitale protetto sono meno rischiosi delle azioni. I certificati a leva sono più rischiosi. Quelli condizionatamente protetti hanno un profilo di rischio intermedio. Il confronto va fatto caso per caso considerando: protezione capitale, barriera, rating emittente, volatilità sottostante. La complessità non implica automaticamente maggior rischio, ma richiede maggiore comprensione.

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