Ferrari, Stellantis, Siemens Energy, Banca MPS
Con gli eventi geopolitici in continua evoluzione, anche se finora non hanno rappresentato dei veri e propri market movers, e con i recenti dati sul mercato del lavoro USA che hanno confermato un raffreddamento graduale, ma coerente con uno scenario di soft landing senza segnali di particolari stress inattesi, molti risparmiatori che desiderano tutelarsi tendono ad adottare meccanismi di difesa, per la parte core del portafoglio, nell’investimento equity.
A tal fine ci viene in aiuto l’ultimo vero low barrier di BNP Paribas, un Certificato caratterizzato da una struttura molto protettiva, ma senza sacrificare troppo il rendimento atteso, pur con una volatiità mediamente su valori bassi.
Verrà emesso mercoledì 14/1/26 e farà strike venerdì 16.
SOTTOSTANTI: FERRARI/ STELLANTIS/ SIEMENS ENERGY/MPS
BARRIERE: 35% sia per il capitale che per il flusso cedolare
RENDIMENTO: 1% lordo al mese (12% lordo p.a.)
AUTOCALL: dal sesto mese (16/7/26) con trigger al 95% e successivo step down -1% al mese fino al 66%
DURATA: triennale, scadenza 25/1/29
VOLATILITA’ IMPLICITA MEDIA: 38,5% (Ferrari la più bassa al 30%; Siemens Energy la più alta al 48%)
Prodotto da investing, per la barriera ultradifensiva, autocall lontana e step down moderato.
Sottostanti tutti ben noti, un po’ meno Siemens Energy.
E’ un’azienda tedesca leader globale nel settore delle tecnologie energetiche, capitalizza 108 mrd, e opera nei segmenti della generazione di energia, delle infrastrutture di rete e della decarbonizzazione industriale, nata dallo scorporo della divisione Gas and Power di Siemens.
Ha avuto una forte crescita negli ultimi anni, in un settore chiave come quello energetico e della transizione, pur con una volatilità che suggerisce una certa sensibilità alle dinamiche di mercato.
A livello geografico, l’area EMEA ha registrato una crescita del 14,4% su base annua e rappresenta il 53% dei ricavi del gruppo, mentre le Americhe sono cresciute del 16% e ora rappresentano il 31%.
Negli Stati Uniti la crescita positiva è stata trainata dall’accelerazione della domanda di turbine a gas e infrastrutture di rete, necessaria per sostenere l’aumento dei consumi di elettricità derivante dall’IA e dai data center basati sul cloud. Questa domanda si è tradotta in un forte incremento dei volumi: le spedizioni di turbine a gas sono quasi raddoppiate su base annua e Grid Technologies (uno dei principali segmenti della società) ha più che raddoppiato le vendite agli hyperscalper, con investimenti massicci.
Siemens Gamesa è l’unico settore ancora in perdita, con un -13% nel 2025, ma sta progredendo nel suo percorso di ristrutturazione, con il management che prevede il raggiungimento del brak-even nell’esercizio 2026.
Il settore energetico globale sta attraversando una trasformazione strutturale a causa della forte accelerazione della domanda di elettricità (IA), creando una pressione senza precedenti sia sulla generazione che sull’infrastruttura di rete.
Nonostante la rapida diffusione delle energie rinnovabili, e in un prossimo futuro anche nucleari, il gas naturale rimane l’unica fonte di energia stabile, flessibile e scalabile per almeno il prossimo decennio, con ancora alcuni colli di bottiglia strutturali da superare.
Il titolo ha registrato una forte performance azionaria, con una crescita di circa il 140% in un anno e del 390% negli ultimi 5 anni.
Siemens Energy entra nell’esercizio 2026 con un profilo finanziario più solido rispetto agli anni precedenti, causa i problemi operativi di Simens Gamesa, ora in via di netto miglioramento.
Proprio per le difficoltà di S. Gamesa l’azienda era stata valutata BBB- nel luglio 2023, ma a maggio 2025 S&P Global ha aggiornato il suo outlook da stabile a positivo.
In conclusione: gli analisti sottolineano un prevedibile miglioramento della redditività, guidato dalla ristrutturazione ormai ultimata di Siemens Gamesa, con spazio per un’espansione dei multipli e con un target dell’azione a 150-170€ (fte Viridian Research).
VANTAGGI: emittente ad alto rating; barriere molto difensive; rendimento; autocall lontana, cedole a memoria; vantaggi fiscali
SVANTAGGI: decorrelazione, rischi geopolitici settore energetico; perdita in conto capitale qualora a scadenza il titolo worst sia sceso sotto barriera; rischio emittente come per tutti i certificati
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Un connubio tra rendimento congruo e protezione ci viene offerto da una nuova proposta dell’emittente Marex, con sottostanti fra i più “classici” e noti del nostro Ftse MIB.
Intesa Sanpaolo, ENI, Unicredit, Enel
Un nuovo prodotto di Marex senza settoriali, come l’Eurostoxx Banks, e senza il Nasdaq, quasi sempre presenti nelle ultime emissioni, inseriti chiaramente per incrementare il rendimento, ma nello stesso tempo con maggior rischio per la loro volatilità.
S&P 500 Index, EURO STOXX 50 Index, Nikkei 225 Index, Swiss Market Index
Nuovo certificato di Unicredit su quattro indici azionari: premi incondizionati da 0,62% al mese con durata un anno, senza autocall, e barriera capitale a scadenza pari al 60% del fixing iniziale.
FTSE 100, FTSE MIB, Nikkei 225, S&P 500
Torna decisamente interessante questo certificato, emesso in Luglio, perchè con una struttura fra le più difensive: Airbag+barriera 40%+rendimento 1% al mese.
BPER Banca, STMicroelectronics, Unicredit
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