
Autocall Vs Softcallable
II° Edizione 17 Aprile 2026
Premessa
In origine questo articolo voleva essere sui certificati Softcallable ma, in corso d’opera, mi sono accorto che per spiegare perché sono validi e dire in quali situazioni, secondo me, vanno acquistati e in quali no, dovevo necessariamente passare per i certificati Autocall.
Ho quindi cambiato più volte titolo e anche, soprattutto, struttura al testo, partendo da molto lontano… In questo modo ho cercato di raccontare le piccole sfumature che fanno un certificato migliore di un altro e suggerire il timing del potenziale acquisto.
Certificato con Autocall: cosa è e come funziona
Quando troviamo scritto Autocall sul KID, sulle Final Terms o semplicemente nel nome di un certificato, vuol dire che quel prodotto, sebbene scada magari fra tre o quattro anni, sotto certe condizioni può rimborsare anticipatamente il capitale (e, in generale, l’ultima cedola). È un meccanismo di tipo Win Win: da un lato consente all’emittente di interrompere il flusso di cedole da pagare, dall’altro consente all’investitore di ritornare in possesso dell’intero capitale prima del dovuto (scadenza naturale del certificato), consentendogli di utilizzare quei risparmi in altro modo. La tipica condizione di autocall è in generale che tutti i sottostanti alla data di osservazione (se l’autocall è attivo), siano sopra la barriera di autocall. Se la barriera autocall è fissa nel tempo parliamo di autocall fisso, se diminuisce nel tempo, parliamo di autocall stepdown. L’autocall può essere attivo fin dalla prime date di rilevazione (fast autocall), o più avanti nel tempo, magari anche un anno dopo l’emissione e può essere ad un livello dei sottostanti diverso (più basso) da quello iniziale (strike). Lo stepdown può essere mensile, trimestrale o semestrale, di una percentuale fissata nelle regole del certificato, KID o Final Terms.
Ricordiamo che la famiglia di certificati di cui stiamo parlando è quella dei certificati a capitale condizionatamente protetto, cioè che garantiscono il rimborso al valore nominale (tipicamente 100 o 1000 euro) al verificarsi, a scadenza (barriera discreta), delle condizioni riportate nel KID del certificato.
Esempio di certificato con Autocall Fisso
Prendiamo ad esempio il certificato BNP Paribas XS2509391590 su American Airlines, Boing e Lufthansa (WO a -15,96% da strike) tipico Cash Collect Low Barrier con Autocall fisso e barriera 40%. Vediamolo:



Come si vede dall’ultima figura l’Autocall è fisso al 100% e parte dalla sesta rilevazione. Cosa vuol dire? Dalla sesta rilevazione e a tutte le successive, il certificato va a rimborso anticipato se e solo se tutti i sottostanti a quella data sono sopra il valore di strike.
Come vedremo nei successivi capitoli la protezione di questo certificato non è data dal possibile Autocall, (protezione in effetti assai debole in questo caso) ma dalla barriera bassa. Mi piace? SÌ, molto, (magari dopo un anno dall’emissione per accorciarne la vita residua) la debolezza dell’Autocall Fisso accoppiata alla protezione della barriera bassa lo rende prodotto da cassettista valido per staccare cedole fino alla fine nonostante i sottostanti abbiamo una volatilità non proprio bassa. Oramai manca poco alla scadenza e l’Autocall fisso ha fatto si che il prodotto non sia stato richiamato durante la sua vita (cosa che sarebbe accaduta con lo stepdown).
Esempio di certificato con Autocall Stepdown
Prendiamo ad esempio il certificato Marex IT0006766056 su Enel, Unicredit, Banco BPM e Stellantis (WO a -38,04% da strike), cash collect con Autocall Stepdown e barriera 40%. Vediamolo:



Come si vede dall’ultima figura l’Autocall è Stepdown (scende) dal 100% del 1% ogni mese (attualmente è all’87% e scenderà al 47% !! alla rilevazione del 17 Settembre 2029) e parte dalla sesta rilevazione. Cosa vuol dire? Dalla sesta rilevazione e a tutte le successive, il certificato va a rimborso anticipato se e solo se tutti i sottostanti a quella data sono sopra il valore di barriera Autocall riportata in figura.
Ma quale è l’impatto dello Stepdown sul prezzo del certificato? Lo vediamo nella prossima figura:

Si nota chiaramente che il certificato ha tenuto benissimo il prezzo nonostante il WO sia a metà strada fra lo strike e la barriera capitale. Oggi 17 Aprile 2026 è in Ask a 836 quindi vuol dire che si acquista sedici punti sotto la pari sebbene il WO stia a 38 punti sotto lo strike. Bello vero? Si, una bella protezione. Non solo, lo step down pazzesco (arriva fino al 47%) da un lato terrà “su” il prezzo del prodotto e dall’altro potrà consentire anche l’autocall magari nel 2027 anche se Stellantis non recupera ulteriormente. E per finire, al prezzo attuale, rende il 16,3% su base annua. La struttura di questo certificato mi piace molto. Nello specifico non bisogna neanche credere in una risalita di Stellantis perché la barriera è bassa, la vita residua notevole (3,5 anni) e la profondità dello stepdown rassicurante.
Quando ho spiegato a mio figlio il funzionamento di questo tipo di certificati gli ho detto che l’Autocall Stepdown tende ad attirare come una calamita il prezzo del certificato verso il nominale, se i sottostanti non crollano in modo esagerato. Infatti, anche se i sottostanti scendono, mese dopo mese la barriera autocall scende fisiologicamente, rendendo sempre possibile il richiamo anticipato del certificato. E attenzione, il richiamo è sempre al nominale, ecco perché il prezzo del certificato si tiene vicino al nominale (nel caso in esame è oltre 30 punti a premio sulla lineare).
Può sembrare ridondante ma lo ripetiamo per chiarezza, avere l’Autocall in un certificato è bene, ma avere lo Stepdown è molto meglio!
Ma siccome le cose non sono mai solo bianche o nere, vedremo successivamente che anche non avere l’Autocall (o averlo fisso) può essere un bene in certe situazioni e quale può essere il vantaggio.
Esempio di certificato con Autocall Fast (e autocall più basso dello strike)
Prendiamo ad esempio il certificato BNP Paribas NLBNPIT300W3 su Kering (WO a -19,3% da strike), Stellantis, Banca MPS e Commerzbank, cash collect Fast con barriera capitale 55% (e barriera cedola 60%). Vediamolo:



Come si vede dall’ultima figura l’Autocall è Stepdown (scende) dal 98% del 3% ogni mese (attualmente è all’89%) e parte dalla prima rilevazione. Cosa vuol dire? Sin dalla prima rilevazione e a tutte le successive, il certificato va a rimborso anticipato se e solo se tutti i sottostanti a quella data sono sopra il valore di barriera Autocall riportata in figura.
Ma quale è l’impatto dello Stepdown sul prezzo del certificato? Lo vediamo nella prossima figura:

Il certificato ha avuto un minimo in area 88 quando Stellantis si è avvicinata alla barriera cedola ma ha tenuto assai bene (frutto oltre che dello stepdown anche della scadenza ravvicinata). Oggi 17 Aprile 2026 è in Ask a 93 (attenzione è in Bid Only avendo l’Emittente esaurito la carta in emissione). Vorrei infine sottolineare che ai prezzi attuali il certificato ha un payoff annuo monstre del 37,7%.
Cosa è (e come funziona) un certificato Softcallable
Chiarito il funzionamento e l’effetto positivo dell’Autocall sul prezzo di un certificato vediamo ora come funziona un certificato Callable. Un certificato Softcallable è un prodotto in cui l’Emittente ha la facoltà (ma non l’obbligo) di richiamarlo e quindi rimborsarlo anzitempo. In buona sostanza le chiavi della macchina sono in mano all’Emittente: quando si stufa ce lo rimborsa; potrebbe farlo subito o farlo in qualunque momento, anche alla scadenza del certificato.
Dobbiamo fare alcune considerazioni chiave sul funzionamento di questo tipo di certificati perché ho notato in rete che sul tema c’è un po’ di confusione fra gli investitori.
Il rimborso anticipato “a discrezione dell’emittente” può avvenire in qualsiasi data di rilevazione (ovviamente se l’autocall è attivo) indipendentemente da come sono posizionati i sottostanti. Questa è una clausola chiave. L’Emittente può rimborsare anche se uno o più sottostanti sono sotto la barriera autocall (cosa che non è vera per i certificati autocall visti precedentemente).
Il rimborso anticipato avviene sempre al nominale anche se un sottostante è sotto strike; si recupera quindi l’intero capitale e non una sua parte come qualcuno pensa.
La logica di rimborso da parte dell’Emittente sfugge alle normali considerazioni che l’investitore può fare. Ricordiamoci che nello strutturare un certificato l’Emittente acquista oltre che le azioni dei sottostanti (per portare a casa i dividendi) anche e soprattutto prodotti derivati dai sottostanti stessi, tipicamente opzioni. Inoltre, acquistare un certificato vuol dire in qualche modo prestare dei capitali all’Emittente a fronte di un impegno alla restituzione (sotto certe condizioni) oltre agli eventuali interessi (rappresentati in questo caso dalle cedole). La domanda che si pone l’Emittente è: il valore delle posizioni acquistate (o vendute) per strutturare il certificato è ancora tale da sostenere un flusso in uscita rappresentato dalle cedole? E ancora, nelle condizioni di mercato attuali mi conviene ancora remunerare il “prestito” avuto dagli investitori pagando le cedole dell’importo prefissato?
L’Emittente inoltre potrebbe voler rimborsare un certificato per diminuire l’esposizione su un particolare sottostante, oppure dare una sensazione di “forza” restituendo capitali o banalmente chiudere una o più posizioni per far tornare i conti di un quarter! E infine…altre mille motivazioni che non conosciamo perché spesso il ragionamento degli Emittenti sfugge alla nostra comprensione.
Ma alla fine a noi non serve sapere perchè l’Emittente richiama un Callable, piuttosto ci farebbe comodo capire quando “potrebbe” farlo o, più in generale, quando sarebbe meglio non acquistarlo per non vederlo rimborsato subito compromettendo il risultato del nostro investimento 😊.
Chi emette i certificati Softcallable
Ad oggi sul mercato possiamo acquistare 1030 diversi certificati Softcallable (circa 100 in più di sei mesi fa). La seguente tabella riporta il numero di certificati per Emittente.


È evidente come Leonteq e BNP siano i re dei Softcallable sebbene con alcune differenze come vedremo di seguito.
In che tipo di mercato sono validi i certificati Softcallable
È opinione diffusa che i certificati Softcallable siano un perfetto investimento con mercati laterali, rialzisti o leggermente ribassisti.
Nel caso di mercato stabile o rialzista, un certificato Autocall tende a restituirci il nostro investimento rapidamente mentre un certificato Softcallable potrebbe permettendoci di continuare a cedolare per ancora molti mesi anche se i sottostanti sono tutti sopra strike. Ci consente quindi di dimenticarci per un po' del nostro investimento e continuare a cedolare senza dover cercare un nuovo prodotto su cui investire. Ne risulta quindi che la scelta di un certificato Sofcallable con questo tipo di mercato risulta vincente, se sposiamo una strategia cassettista senza stare troppo spesso sul mercato.
Certificati Softcall Deep In The Money
Se acquistiamo un certificato Softcallable (senza Airbag) in emissione, di fatto ipotizziamo un andamento laterale/rialzista del mercato. Oppure non abbiamo opinioni in merito e lo acquistiamo perché ci piacciono i sottostanti (e le loro barriere) prendendoci il rischio di vederlo scendere per effetto di un ribasso significativo dei sottostanti.
Una strategia che invece mi piace molto è quella di ricercare certificati Softcallable con tutti i sottostanti molto al di sopra dello strike (il mercato si è già espresso verso l’alto) e l’Emittente se li è “dimenticati” lasciandoli sul mercato a distribuire cedole. Se fossero stati semplici Autocall, sarebbero già stati richiamati mentre essendo Softcallable ci potrebbero dare ancora molti mesi di soddisfazioni con un rischio contenuto. Sembra facile, e in realtà lo è 😊. Ma a cosa dobbiamo stare attenti nella selezione? Al prezzo, ovviamente (do per scontato che i sottostanti del certificato che avete selezionato vi siano piaciuti!). Dobbiamo infatti stare attenti a non pagare il certificato oltre il nominale più la cedola corrente (meglio se intorno al nominale) per evitare di fare un investimento a payoff zero se l’Emittente richiama il certificato alla prima data successiva utile. Trovarne uno sul nominale a cedola appena staccata non è poi così complicato, ma vanno seguiti e bisogna attendere il momento giusto.
Prendiamo ad esempio il certificato Leonteq CH1300955445 Cash Collect Softcallable con barriera capitale 60% su Intel (WO a +76% da strike!), Advanced Micro Devices, Dell e Micron Technology. Se fosse stato un semplice Autocall, avrebbe richiamato un anno fa, invece continua a erogare una mitica cedola dell’1% dando una protezione pazzesca all’investitore. Vediamolo:


Fantastico vero? Si, per me uno dei migliori prodotti collable sul mercato in Ask sotto la parità a 996 !!!. Avere un prodotto cosi’ in the money vuol dire che per perdere denaro in conto capitale a scadenza (fra 1,5 anni), il worst of deve perdere prima tornare a strike (è 76 punti sopra) e poi perdere un altro 40%. Tutto può succedere ma…
Va bene, ho capito, non vi piacciono quei sottostanti a stelle e strisce. Esaminiamone un altro più nostrano, il Leonteq CH1409710451 Cash Collect Softcallable su Intesa San Paolo (WO a +45% da strike), Banco BPM e Unicredit. Anche questo se non fosse un softcallable sarebbe stato richiamato da un anno, invece è ancora sul mercato (sebbene in Bid Only). Vediamolo:


Lo scenario purtroppo è fallace perché essendo in Bid Only il prezzo di chiusura in Ask su cui è costruito il grafico era di 1050 che è senza senso. In realtà il payoff è del 12%.
Sebbene il prodotto sia in Bid Only, sono presenti scambi da privati:

Gli scambi sono intorno alla parità. Se, con un po' di pazienza, riuscite a portarlo a casa, è chiaramente un gran prodotto.
L’ultimo prodotto ci introduce un argomento che vale la pena di essere trattato, lo faremo nel prossimo paragrafo.
Bid Only – Come Funziona Rischi e Motivazioni
Ecco questo è un tema pruriginoso. Il Bid Only è uno stato del certificato imposto dall’Emittente che implica che non viene più emessa carta. L’Emittente quindi si posiziona solo in Bid cioè l’unica cosa che fa è ricomprare i certificati sul mercato senza emetterne di ulteriori. Se volete acquistare un certificato in Bid Only dovete per forza farlo dai privati (se l’Emittente è sul book…) ad un prezzo che potrebbe essere assai più alto di quello che vedreste in Ask se ci fosse anche l’Emittente (ricordiamo che la forchetta Bid/Ask è, almeno in teoria, fissa).
Ma perché un prodotto viene messo in Bid Only? In generale dovrebbe essere perché l’Emittente ha finito la carta cioè ha venduto l’intera quantità di prodotti per la quale aveva strutturato l’operazione. Oppure perché, se dopo un certo periodo i sottostanti sono scesi un bel pò (ed il prezzo del prodotto anche), emettere ulteriori quantità porterebbe a far assumere all’Emittente ulteriori rischi in caso di risalita significativa dei sottostanti. Mi spiego meglio. Se il prezzo di un prodotto è sceso diciamo a 700/1000 e l’Emittente vende ulteriore carta, potrebbe correre il rischio che le coperture associate alla strutturazione del prodotto non siano sufficienti a salvaguardarlo contro un ritorno al nominale del prodotto. In tal caso l’Emittente preferisce non emettere più nulla e mettersi in una posizione “difensiva” riacquistando soltanto.
Ma potrebbero esserci anche altre motivazioni, che non conosciamo essendo noi dall’altro lato della scrivania rispetto all’Emittente 😊.
Ma dove vediamo se un certificato (indipendentemente da essere callable o meno) è in Bid Only? Lo vediamo sulla scheda Euronext dedicata al prodotto. Prendiamo per esempio il Leonteq CH1381831473; la scheda sta a questo indirizzo:
https://live.euronext.com/it/product/structured-products/CH1381831473-ETLX
A destra in alto della pagina potete digitare altri ISIN e vederne lo stato. L’indicazione dello stato sta in basso a sinistra mentre a destra il prezzo infragiornaliero in Bid:

Perché e quando il Bid Only è un rischio? Lo è soprattutto sui certificati con sottostanti in difficoltà perché non essendoci l’”ancora” della forchetta Bid/Ask, di fatto il prezzo Bid può essere “qualunque”. Se l’Emittente è anche in Ask, la presenza dello spread fisso fa sì che il Bid non può essere troppo basso altrimenti lo sarebbe anche l’Ask. Quando c’è solo il Bid, si può essere tentati dall’abbassarlo un po' senza dover contestualmente abbassare l’Ask… (che vorrebbe dire vendere ad un prezzo più basso di quello teoricamente corretto). Quindi state attenti 😊.
Un altro aspetto da considerare è che, quando si acquista un Softcallable bisogna essere consci che potreste averlo in portafoglio per anni. Per quanto detto può essere un bene, ma anche no 😉. Le condizioni di mercato potrebbero mutare e voi potreste magari decidere di acquistare altri tipi di prodotti con strutture e rendimenti diversi per seguire il mercato. In questo caso si esce, facendo attenzione a farlo con attenzione.
Attenzione, infine, ai certificati Softcall sugli indici o in generale a basso payoff perché c’è sempre il rischio di restare incastrati. Infatti, se il mercato risale, l’emittente è tentato (e lo fa) di mettere il certificato in Bid Only abbassando contestualmente il prezzo di riacquisto. In questo caso resteremmo incastrati in un prodotto che ci rende poco con un mercato che sale con il rischio di tenerlo in portafoglio per una vita.
Softcallable in Mercati Avversi
In un mercato leggermente ribassista, i Sofcallable tendono a tenere il prezzo, ma non come gli Autocall Stepdown per quanto detto precedentemente, a meno che non abbiamo anche l’Airbag, allora è tutta un’altra storia.
In caso di mercati decisamente avversi, invece, i certificati Softcallable non riescono invece a tenere bene il prezzo anzi si deprezzano velocemente perché la mancanza della “certezza” che possa richiamare con un eventuale stepdown è penalizzante.
Prendo ad esempio il (tristissimo…) Leonteq CH1261320126 su Amazon, Meta, Unicredit e Stellantis (WO a -55% da strike) Softcallable barriera 60%. Di fatto è un monosottostante, ma la discesa di Stellantis e la struttura hanno punto assai il suo valore (oggi si vende a 540).
Vediamolo:


Qui si vede la debolezza della struttura e solo il recente recupero di Stellantis lo ha portato in area 500 quotando oltre 20 punti a premio sulla lineare.
Certificati Softair
In questo tipo di struttura l’Emittente abbina le caratteristiche del softcall con la protezione dell’Airbag. Ne escono soluzioni davvero accattivanti.
Prendiamo ad esempio il Natixis IT0006766734 Cash Collect Softcall Airbag su Tesla (WO a strike +1,5%), Meta e Nvidia. Vediamolo:


Non è male come scenario, anche se la cedola trimestrale la digerisco poco e non è deep in the money ma a 1,7 anni dalla scadenza può andare 😉. In Ask sotto la parità a 999,5.
Diamo una occhiata al Leonteq CH1453361508 Chash Collect Softcall Airbag su Societè Generale, Banca MPS (WO a strike +30%), Commerzbank e Banco Bilbao con barriera cedola 50%, barriera capitale 40% e Airbag 40%. Vediamolo:


Ragazzi che scenario! Se non fosse stato un soft sarebbe andato in Autocall un anno fa. Questo è un prodotto fantastico che mi piace assai. Purtroppo, è in Bid Only ma è abbastanza scambiato dai privati sempre sotto la pari:

Volendo c’è anche il “fratello gemello”, il Leonteq CH1453365673 Cash Collect Softcall Airbag su Bper, Generali (WO a strike + 22%), Unicredit e Banca MPS. Vediamolo:


Anche qui scenario fantastico, payoff del 12% ma prodotto in Bid Only con scambi fra privati sotto la parità:

Certificati Fixed Softair
In questa struttura l’Emittente coniuga le caratteristiche del Softcall con la resilienza dell’Airbag e delle cedole incondizionate. Troveremo qualcosa che ci soddisfa come rendimento? Direi di si…. Ecco il Vontobel DE000VJ3GRP6 Fixed Cash Collect Airbag Softcallable su Deutsche Bank (WO a -13,8% da strike), Banca MPS, Commerzbank e Banco BPM con cedola 1% incondizionata, barriera capitale 40% e Airbag 50%. Scenario….


…pazzesco! In Ask venerdi 17 Aprile 2026 sotto la pari a 99,9. Una struttura fantastica con un rendimento invidiabile 😉.
Certificati Softcall Monosottostante
Questi prodotti meritano un paragrafo a sé perché il monosottostante riduce il rischio del prodotto. Prendiamo ad esempio il Leonteq TCM CH1491781238 Cash Collect Softcall su Commerzbank a +10% da strike e barriera 60%. Vediamo lo scenario:


Non male, la barriera non è così profonda ma ricordiamoci che corriamo su un solo cavallo!
Payoff 13,8% annuo, purtroppo ora sopra la pari in ask a 1015 ma basta aspettare il momento giusto per colpire la lettera!
Tutto chiaro, cosa offre il mercato?
Perché sbattersi per trovare un certificato di nuova emissione che rende il giusto se posso avere l’1% al mese su un certificato Softcallable con i sottostanti a distanze siderali dalla barriera? Ecco perché questi certificati devono occupare un bel pezzetto del nostro portafoglio.
Degli oltre 1.000 certificati di tipo Softcallable ho fatto uno screening selezionando quelli con barriera capitale “lontana” proprio per scansare la debolezza di questa struttura in caso di sottostanti deboli. A me piacciono assai, soprattutto quelli deep in the money e ce ne sono alcuni indubbiamente molto validi e con payoff di tutto rispetto.
Il taglio è sul buffer barriera 30% che, per me, è il minimo sindacale su questo tipo di prodotti (eccetto gli airbag in effetti). Dopo aver ricalcolato il payoff annuo di tutti i prodotti sulla base dell’ask di venerdi 17 Aprile 2026, per scremare ulteriormente la lista ho infine eliminato quelli con payoff annuo minore del 9%.
Ricordiamo comunque che non troverete prodotti “short” né in valuta, per non aggiungere variabili al nostro potenziale investimento.
Risultano alla fine 369 prodotti la cui lista completa potete trovare Qui suddivisa con le solite logiche:
Come al solito il rendimento annuo in rosso è ricalcolato sulla chiusura del 17 aprile 2026, il buffer sulla barriera capitale in blu i certificati sono ordinati per scadenza crescente ed hyperlinkati su cedlab.
Buon gain a tutti.
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