Tassazione dei Certificati di Investimento: Guida Completa

A cura di
Sergio Rijillo
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2/1/2026
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10 Minuti
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Formazione

La tassazione dei certificati di investimento è uno degli aspetti più importanti da comprendere per valutare correttamente il rendimento netto degli investimenti. In Italia, i certificati sono classificati come redditi diversi ai fini fiscali, con un'aliquota del 26% su plusvalenze e cedole. Questa guida analizza in dettaglio il regime fiscale, le modalità di tassazione e le strategie di ottimizzazione fiscale.

Inquadramento Fiscale: Redditi Diversi

I certificati di investimento sono classificati fiscalmente come redditi diversi (art. 67, comma 1, lett. c-ter del TUIR). Questa classificazione comporta:

  • Aliquota fissa del 26% su plusvalenze e cedole
  • Possibilità di compensare minusvalenze con plusvalenze
  • Tassazione separata rispetto ai redditi da lavoro
  • Nessuna progressività (sempre 26% indipendentemente dall'importo)

Cosa Viene Tassato e Come

Plusvalenze da Capital Gain

Definizione: Differenza positiva tra prezzo di vendita (o rimborso) e prezzo di acquisto.

Formula:
Capital Gain = Prezzo Vendita - Prezzo Acquisto
Imposta = Capital Gain × 26%

Esempio:
Acquisto certificato: 95€
Vendita/Rimborso: 105€
Capital Gain: 10€
Imposta: 10€ × 26% = 2,60€
Netto ricevuto: 105€ - 2,60€ = 102,40€

Cedole Periodiche

Tassazione: Ogni cedola è tassata al 26% alla fonte (ritenuta alla fonte a titolo d'imposta).

Esempio:
Cedola lorda: 50€
Ritenuta 26%: 13€
Cedola netta: 37€

Bonus a Scadenza

I bonus pagati a scadenza (es. certificati Bonus) sono tassati come le cedole: 26% alla fonte.

I Due Regimi Fiscali: Amministrato vs Dichiarativo

Regime Amministrato (Più Comune)

Come funziona:

  • L'intermediario (banca/broker) agisce come sostituto d'imposta
  • Calcola automaticamente plusvalenze e minusvalenze
  • Applica la ritenuta del 26% direttamente
  • Versa le imposte allo Stato per conto del contribuente

Vantaggi:

  • ✅ Nessun obbligo di dichiarazione nella dichiarazione dei redditi
  • ✅ Gestione automatica della compensazione minusvalenze
  • ✅ Semplicità amministrativa
  • ✅ Nessun rischio di errori di calcolo

Svantaggi:

  • ❌ Impossibile compensare minus/plus tra intermediari diversi
  • ❌ Minusvalenze utilizzabili solo con lo stesso intermediario

Regime Dichiarativo (Gestione)

Come funziona:

  • Il contribuente dichiara autonomamente plusvalenze/minusvalenze
  • Compila il quadro RT della dichiarazione dei redditi
  • Versa personalmente le imposte dovute
  • Gestisce la compensazione tra intermediari diversi

Vantaggi:

  • ✅ Compensazione minus/plus tra broker diversi
  • ✅ Possibilità di aggregare tutti i redditi finanziari
  • ✅ Maggiore controllo sulla situazione fiscale

Svantaggi:

  • ❌ Obbligo di dichiarazione annuale
  • ❌ Necessità di tenere traccia di tutti i movimenti
  • ❌ Rischio di errori di calcolo
  • ❌ Complessità amministrativa

Compensazione Minusvalenze: Il Vantaggio Chiave

Uno dei principali vantaggi fiscali dei certificati è la possibilità di compensare minusvalenze con plusvalenze future.

Come Funziona

Anno 1: Realizzo minusvalenza di 1.000€ su un certificato
→ La minusvalenza viene "accantonata"
→ Nessuna imposta da pagare (ovviamente, ho perso denaro)

Anno 2: Realizzo plusvalenza di 1.500€ su altro certificato
→ Plusvalenza: 1.500€
→ Compenso con minus pregressa: 1.500€ - 1.000€ = 500€
→ Imposta dovuta: 500€ × 26% = 130€ (invece di 390€)

Risparmio fiscale: 260€

Regole della Compensazione

  • Le minusvalenze possono essere compensate nei 4 anni successivi
  • Dopo 4 anni, le minus non utilizzate vengono perse
  • In regime amministrato: compensazione solo con stesso intermediario
  • In regime dichiarativo: compensazione tra tutti gli intermediari
  • Compensabili solo con redditi diversi (no dividendi, interessi obbligazioni)

Broker Italiani vs Broker Esteri

Broker Italiani (es. Fineco, Directa, Banca Sella)

Vantaggi:

  • Regime amministrato disponibile
  • Gestione automatica tassazione
  • Nessun obbligo dichiarativo
  • Bollo virtuale applicato automaticamente

Svantaggi:

  • Costi generalmente più alti
  • Meno scelta di certificati esteri

Broker Esteri (es. Interactive Brokers, Degiro)

Vantaggi:

  • Costi più bassi
  • Accesso a mercati internazionali
  • Maggiore scelta di prodotti

Svantaggi:

  • Solo regime dichiarativo
  • Obbligo di compilare quadro RW (monitoraggio fiscale)
  • Necessità di calcolare e versare imposte personalmente
  • Bollo (imposta di deposito titoli) da versare autonomamente
  • Complessità amministrativa

Imposta di Bollo sui Depositi Titoli

Oltre alla tassazione su plusvalenze e cedole, esiste l'imposta di bollo sui depositi titoli:

  • Aliquota: 0,2% annuo del valore del deposito
  • Minimo: 34,20€ per depositi fino a 17.100€
  • Massimo: 14.000€ per depositi oltre 7 milioni

Broker italiani: Applicano automaticamente (bollo virtuale)
Broker esteri: Devi versare autonomamente entro scadenze fiscali

Tassazione Speciale: Titoli di Stato

Importante distinzione: i Titoli di Stato italiani ed equiparati hanno aliquota agevolata del 12,5% invece del 26%. Questa agevolazione NON si applica ai certificati, nemmeno se il sottostante è un indice obbligazionario governativo.

StrumentoAliquotaBTP, BOT, CCT12,5%Azioni, ETF azionari26%Certificati (tutti)26%ETF obbligazionari26% (*)

La tassazione degli ETF obbligazionari in Italia dipende dalla composizione del fondo: 12,5% per i proventi da titoli di Stato (italiani e "white list") e 26% per quelli da obbligazioni societarie (corporate) o di Paesi non "white list".

Quando Si Paga l'Imposta

Cedole: Alla data di pagamento (ritenuta alla fonte immediata) (**)

(**) alcuni istituti di credito/broker applicano la tassazione a chiusura della posizione: le cedole vengono accreditate lorde, ma il prezzo di carico viene abbassato proporzionalmente, “caricando” la tassazione delle cedole sul capital gain, se ci sarà.

Capital Gain:

  • Regime amministrato: Alla vendita/rimborso (trattenuta automatica)
  • Regime dichiarativo: Tramite F24 entro scadenze fiscali (saldo e acconto)

Strategie di Ottimizzazione Fiscale

1. Gestione Minusvalenze

  • Non lasciare scadere minus senza utilizzarle (4 anni)
  • Pianificare realizzi di plus per compensare minus in scadenza
  • Valutare chiusure strategiche a dicembre per generare minus utilizzabili

2. Timing delle Vendite

  • Se hai minus in scadenza, realizza plus entro l'anno
  • Se prevedi redditi futuri, potresti posticipare realizzi
  • Attento alla regola dei 4 anni

3. Maxi Coupon per Recupero Minus

  • Certificati con maxi cedola iniziale popolare per recuperare/posticipare minus
  • Rischio: spesso si posticipano solo le minus anziché recuperarle
  • Valuta attentamente sottostanti e rischio barriera

4. Un Intermediario vs Più Intermediari

  • Regime amministrato: concentra su un broker per compensazione automatica
  • Regime dichiarativo: puoi diversificare mantenendo compensazione


FAQ - Domande Frequenti sulla Tassazione

Se vendo un certificato in perdita, posso dedurre la minusvalenza?

No, la minusvalenza non è deducibile dal reddito complessivo. È solo compensabile con plusvalenze future (entro 4 anni) da redditi diversi (certificati, azioni, ETC, ecc.). Non riduce l'IRPEF. Se non realizzi plusvalenze nei 4 anni successivi, la minusvalenza si perde definitivamente.

Le cedole dei certificati sono tassate come i dividendi azionari?

No, categorizzazione diversa. I dividendi sono "redditi di capitale" (art. 44 TUIR), le cedole dei certificati sono "redditi diversi" (art. 67 TUIR). Entrambi tassati al 26%, ma: (1) Dividendi NON compensabili con minusvalenze, (2) Cedole certificati SÌ compensabili con minusvalenze. Questo rende i certificati fiscalmente più efficienti per chi ha minus da recuperare.

Conviene il regime amministrato o dichiarativo?

Per la maggior parte degli investitori: regime amministrato. Pro: semplicità, no dichiarazione, gestione automatica. Contro: minus utilizzabili solo con stesso broker. Regime dichiarativo conviene se: (1) hai più broker e vuoi compensare tra loro, (2) hai competenze fiscali o commercialista, (3) vuoi massimo controllo. Per investitori occasionali: sempre amministrato.

Posso compensare minusvalenze da certificati con plusvalenze da ETC?

Sì, entrambi sono redditi diversi e quindi compensabili. Puoi compensare minus/plus tra: certificati, azioni, ETC, futures, opzioni. NON puoi compensare con: dividendi (redditi di capitale), interessi su obbligazioni/conti deposito (redditi di capitale). La categoria "redditi diversi" è quella che permette compensazione.

Cosa succede se cambio broker? Perdo le minusvalenze?

Dipende dal regime. Regime amministrato: le minus restano "bloccate" presso il vecchio broker (non trasferibili). Soluzione: tieni il conto aperto e usalo per realizzi futuri, oppure passa a regime dichiarativo. Regime dichiarativo: nessun problema, le minus sono nella tua dichiarazione e le usi ovunque. Per evitare questo problema, alcuni scelgono un broker principale in amministrato e secondari in dichiarativo. Se chiudi un deposito titoli in regime amministrato, l'unico modo per non perdere le minusvalenze sarebbe quello di trasferire i titoli a un nuovo intermediario richiedendo contemporaneamente il passaggio al regime dichiarativo.

I certificati sono più convenienti fiscalmente dei fondi comuni?

Generalmente sì, per due motivi: (1) Certificati: tassazione 26% solo su realizzo (puoi posticipare), compensazione minus disponibile. (2) Fondi: tassazione 26% annuale anche su proventi non distribuiti (regime del risparmio gestito), no compensazione minus. Inoltre i certificati permettono loss harvesting (realizzo strategico minus per compensazione), i fondi no. Per chi fa trading attivo o ha minus, certificati sono più efficienti.

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