

Orientarsi nel mondo dei certificati di investimento può sembrare complesso data la vastità di prodotti disponibili sul mercato italiano, che nel 2023 ha superato le 10.000 unità negoziate. Comprendere la classificazione dei certificati è fondamentale per identificare rapidamente quali strumenti si adattano meglio alle proprie esigenze di investimento. Questa guida presenta la tassonomia ufficiale ACEPI e le quattro categorie principali basate sul grado di protezione del capitale.
I certificati di investimento si suddividono innanzitutto in due macroaree distinte per finalità e profilo di rischio:
Strumenti adatti ad un investimento di capitale, caratterizzati da una struttura opzionale sottostante che determina il payoff. Sono progettati per obiettivi di medio-lungo termine e offrono vari gradi di protezione del capitale. Rappresentano la categoria più ampia e diffusa tra gli investitori retail italiani.
Strumenti adatti ad un investimento più speculativo o per finalità di trading e copertura. Offrono un'esposizione amplificata (leva finanziaria) ai movimenti del sottostante, consentendo di beneficiare sia di rialzi che di ribassi con capitali ridotti. Richiedono maggiore esperienza e monitoraggio attivo.
All'interno degli Investment Certificates, ACEPI (Associazione Italiana Certificati e Prodotti di Investimento) ha definito quattro categorie basate sul grado di protezione del capitale:
Caratteristiche: Offrono la garanzia della restituzione del capitale investito a scadenza, se sottoscritti durante il collocamento e detenuti fino al rimborso. Se acquistati sul mercato secondario, consentono comunque di definire le performance minime ottenibili a scadenza.
Principali tipologie:
Adatti per: Investitori conservativi che vogliono protezione totale del capitale mantenendo esposizione ai mercati azionari.
Caratteristiche: Offrono una garanzia parziale del capitale, condizionata al non raggiungimento di determinati livelli barriera stabiliti all'emissione. Rappresentano la categoria più numerosa e popolare in Italia.
Principali tipologie:
Adatti per: Investitori moderati disposti ad accettare rischio parziale per rendimenti più elevati.
Caratteristiche: Prodotti che replicano fedelmente la dinamica dei sottostanti senza alcuna protezione del capitale. Alcuni prevedono partecipazione ai movimenti del sottostante in modo più o meno proporzionale.
Principali tipologie:
Adatti per: Investitori che vogliono esposizione diretta al sottostante o amplificazione al rialzo senza protezione.
Caratteristiche: Offrono un'esposizione più che proporzionale alle variazioni di prezzo del sottostante, consentendo di beneficiare di rialzi o ribassi con effetto moltiplicativo.
Principali tipologie:
Adatti per: Trader esperti per operazioni di breve termine o copertura del portafoglio.
CategoriaProtezione CapitaleComplessitàOrizzonte TemporaleProfilo InvestitoreCapitale ProtettoTotale (se 100%)MediaMedio-lungo (3-5 anni)ConservativoCondizionatamente ProtettoParziale (50-70%)Media-altaMedio (1-3 anni)ModeratoNon ProtettoNessunaBassa-mediaVariabileDinamicoA LevaNessuna + rischio knock-outAltaBreve (intraday-mesi)Esperto/Trader
Secondo i dati del Certificate Journal di novembre 2023, il mercato italiano dei certificati continua a crescere rapidamente. Ai ritmi di emissione osservati, si stima il superamento dei 5.000 nuovi certificati annui, portando il totale dei certificati di investimento negoziati oltre le 10.000 unità.
Questa crescita riflette l'interesse crescente degli investitori italiani verso strumenti che offrono:
Un aspetto importante da considerare è che ogni emittente ha facoltà di assegnare il nome commerciale che preferisce ai propri prodotti. Questo significa che lo stesso tipo di certificato può avere denominazioni diverse:
Struttura BaseDenominazioni AlternativeCash CollectPhoenix, Crescendo, Memory CashExpressAthena, SnowballEquity ProtectionCapital Protection, Protected EquityAirbagLow Strike, Soft Protection
È quindi fondamentale leggere sempre il prospetto informativo per comprendere la vera natura del certificato, al di là del nome commerciale.
La scelta della categoria dipende da tre fattori principali:
Gli Investment Certificates sono progettati per investimenti di capitale con orizzonte medio-lungo e vari gradi di protezione. I Leverage Certificates sono strumenti speculativi con leva finanziaria, adatti a trading di breve termine o copertura. I primi hanno strutture opzionali complesse, i secondi amplificano linearmente i movimenti del sottostante.
Presentano un rischio intermedio tra protetti e non protetti. Offrono protezione del capitale fino a una certa barriera (tipicamente 50-70% del valore iniziale). Il rischio è condizionato: se il sottostante non scende sotto barriera, il capitale è protetto. Sotto barriera, le perdite sono proporzionali. Sono adatti a chi accetta rischio moderato per rendimenti più elevati.
Sul mercato italiano sono negoziati oltre 10.000 certificati. Tuttavia, le strutture base sono circa 30-40, con infinite varianti create combinando diverse opzioni. Ogni emittente può inoltre dare nomi commerciali diversi alla stessa struttura, moltiplicando apparentemente le tipologie.
Controlla il KID (Key Information Document) o il Documento Condizioni Definitive del certificato. Nella sezione "Tipo di prodotto" o "Categoria" troverai la classificazione ufficiale. Puoi anche verificare sul sito di Borsa Italiana o sul portale dell'emittente. La presenza e il tipo di barriera capitale è l'indicatore chiave della categoria.
Assolutamente sì. Anzi, una strategia efficace prevede la diversificazione tra categorie diverse in base alle condizioni di mercato e all'evoluzione del proprio profilo di rischio. Ad esempio: maggior peso su certificati protetti in fasi di incertezza, più condizionatamente protetti in fasi laterali, leva per operazioni tattiche di breve termine.
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