→ Scheda certificato IT0006775289
Marex torna sul mercato con una proposta che si distingue per rendimento potenziale elevato e protezione del capitale. Il nuovo prodotto, identificato dall'ISIN IT0006775289 (vai alla scheda certificato), è un Cash Collect con barriere al 35% e premi potenziali del 20% lordo annuo — uno dei rendimenti più alti osservati nel segmento di categoria negli ultimi mesi.
L'emissione è fissata per il 23 aprile 2026, con data di fixing (strike) il 24 aprile 2026. Nei due giorni di pre-fixing il prezzo è ancorato a quota 1.000, consentendo agli investitori di operare a prezzo certo prima della rilevazione dei livelli iniziali. La scadenza è prevista per il 4 maggio 2028, con possibilità di rimborso anticipato già dal primo mese.
I Sottostanti: quattro titoli europei ad alta volatilità
Il certificato è strutturato su un basket di quattro azioni europee, con profili di rischio e settore distinti. La selezione di titoli ad alta volatilità implicita è la leva che consente all'emittente di offrire premi così elevati.
| Sottostante |
Settore |
Vol. Implicita |
| Stellantis |
Automotive |
51,9% |
| Deutsche Bank |
Bancario |
34,0% |
| Siemens Energy |
Energia / Rinnovabili |
52,0% |
| Société Générale |
Bancario |
35,0% |
Fonte: CedLab, rilevazione del 21 aprile 2026.
Stellantis sembra aver superato la fase peggiore: la recente ripresa del titolo in Borsa alimenta un moderato ottimismo tra gli analisti. L'appuntamento chiave sarà la presentazione del nuovo piano industriale, attesa per il 21 maggio 2026, che potrebbe ridisegnare le aspettative di mercato sul gruppo automobilistico.
Siemens Energy è ormai un nome non nuovo nel mondo dei certificati strutturati italiani. Dopo le difficoltà legate alla controllata Siemens Gamesa nel comparto eolico, il titolo ha imboccato un percorso di forte recupero. Il 9 aprile 2026 JP Morgan ha confermato il rating Buy con un prezzo obiettivo fissato a 200 euro. Nonostante un P/E elevato, il mercato premia la visibilità sugli utili futuri garantita da un portafoglio ordini di rilievo e dalla progressiva stabilizzazione della divisione eolica. [Fonte: MF GPT]
Parametri principali del certificato
| Parametro |
Valore |
| ISIN |
IT0006775289 |
| Emittente |
Marex |
| Data di emissione |
23 aprile 2026 |
| Data di strike (fixing) |
24 aprile 2026 |
| Scadenza |
4 maggio 2028 |
| Cedola mensile (lorda) |
1,667% |
| Rendimento annuo (lordo) |
20,00% |
| Barriera capitale e cedola |
35% |
| Primo autocall |
25 maggio 2026 |
| Trigger autocall iniziale |
98% |
| Step down autocall |
−2% al mese fino al 54% |
Il meccanismo di autocall con step down dinamico rappresenta uno degli elementi più interessanti della struttura: il trigger per il rimborso anticipato parte dal 98% dello strike e scende di 2 punti percentuali ogni mese, fino al 54% della penultima osservazione. Questo significa che, nel tempo, anche un basket con sottostanti in moderato ribasso potrà attivare il rimborso anticipato, riducendo il rischio di permanenza prolungata nel prodotto e favorendo la stabilità di prezzo sul mercato secondario.
Considerazioni finali
Il certificato IT0006775289 di Marex presenta una struttura che premia la difensività senza rinunciare a un profilo di rendimento aggressivo. Le barriere al 35% — applicate sia al capitale che al flusso cedolare — offrono un margine di protezione ampio rispetto alla media di mercato, compatibile con le elevate volatilità implicite dei sottostanti selezionati (Stellantis e Siemens Energy superano entrambi il 50%).
La logica del prodotto è chiara: la volatilità elevata dei sottostanti giustifica la cedola generosa; le barriere profonde ammortizzano i movimenti avversi; il meccanismo di autocall a step down crea un incentivo strutturale al rimborso anticipato. Si tratta di una combinazione che, almeno sulla carta, tende a limitare i rischi estremi pur esponendo l'investitore alle fluttuazioni del worst-of basket.
Come sempre in questi strumenti, il profilo di rischio effettivo dipende dall'andamento del sottostante peggiore (worst-of). L'investitore deve essere consapevole che, qualora a scadenza anche uno solo dei quattro titoli si trovasse al di sotto del livello di barriera del 35%, si esporrebbe a una perdita in conto capitale proporzionale al ribasso del worst-of, oltre al rischio emittente, tipico di tutti i certificati.
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